Classe 1982, Barbara Scotto vive a Monte Argentario, circondata dal mare che tanto ama. Ha sempre la testa fra le nuvole e non riesce a fare a meno di inventare storie e personaggi nuovi, ai quali finisce per affezionarsi come se fossero reali. Ritiene la scrittura un momento di evasione, un viaggio dalle mete infinite.

Sposata e mamma di due ragazzine e due cani, lettrice insaziabile, autrice di romance storici e contemporanei, fiabe e racconti, ha un attestato da editor e correttrice di bozze e collabora con un blog che si occupa di recensire libri.

Tra le sue opere:

Nella vita e in amore… tutto può succedere!

I guai son come i baci… uno tira l’altro!

Sorelle, cognati e… una notte di guai!

A Natale ti regalo l’amore

Barbara, innanzitutto complimenti per il tuo lavoro di autrice. Posso chiederti quando hai iniziato e per quali motivazioni?

Scrivere è la mia passione e ho iniziato da ragazza perchè dopo aver letto molto mi sono accorta di aver tanto da dire anche io. Quando leggevo mi piaceva perdermi in epoche passate, prediligendo sugli altri i romanzi storici. E così ho cominciato anche io a lasciarmi prendere, anzi ad entrare in una sorta di universo parallelo, aprendo come un portale oltre lo spazio e il tempo che superando la realtà, mi faceva stare bene con me stessa. Ed era una gioia immensa perché potevo avere il dominio sulla vita, compresa la mia.

Poi è arrivata la famiglia, dei figli e una casa a cui badare e quando scrivevo nel tempo libero, pochissimo, potevo liberarmi dalla solita routine.

Agli inizi non avevo ambizioni di pubblicare e per lo più scrivevo per esprimere quel che avevo dentro perché essendo molto introversa mi supportava e tornava utile nel quotidiano. Poi è arrivato il covid e a dire la verità mi ha agevolato. Così mi sono letteralmente buttata in questa carriera, forte della passione che l’alimentava e del piacere che ne scaturiva.

Come nascono i tuoi personaggi? Dalla fantasia, come idealizzati, oppure da vite realmente vissute che di volta in volta adatti sulla base delle storie che racconti?

Beh, in ogni personaggio c’è una parte di me e del mio vissuto, come ad esempio nella saga delle quattro sorelle, nella quale mi sono dilettata nel suddividermi in quattro caratteri diversi.

Mentre nel prossimo romanzo breve che sarà una storia natalizia, ho messo in contrapposizione due caratteri, due personaggi opposti, speculari: uno ottimista che ama il Natale e in generale le festività, mentre l’altro, più disilluso, no. E io, Barbara, sto nel mezzo…

Un libro che sarà pubblicato a breve, il 29 Novembre, in occasione del mio compleanno, una data che normalmente non festeggio, ma in questa occasione mi sono voluta fare un regalo che spero sarà apprezzato dai miei lettori.

Qual è il titolo del tuo nuovo libro?

A NATALE TI REGALO L’AMORE, sottotitolo ideale: una sorta di sfida a ritrovare l’ottimismo che un mondo ingiusto ha fatto perdere di vista.

Molto interessante. Di sicuro lo leggerò, ma voglio anche una dedica… Cosa consiglieresti a chi si approccia alla scrittura di libri?

Consigli da dare ad apprendisti scrittori non ne ho. O meglio, forse un paio: “sbagliando si impara” l’importante è non rinunciare, non arrendersi alla prima difficoltà.

Io stessa, in tutta onestà, ho fatto uno e più salti nel vuoto dai quali mi sono comunque sempre rialzata e rafforzata.

Dagli errori si ha sempre da imparare, soprattutto a non farli più, come uno su tutti che sconsiglio seppure esula dal contesto della scrittura: non siate o vogliate sembrare quel che altri vorrebbero da voi, ma fate sempre quello che vi fa stare bene.

O comunque provateci per non arrivare poi a un punto morto in cui per molti non essendo più possibile tornare indietro, si continua a vivere di rimpianti, condannati alla frustrazione dei “se avessi fatto”, “se avessi scelto diversamente” e dei “ma” e così via in un tunnel senza via uscita né luce alcuna.

Condivido in pieno. Che rapporto hai coi tuoi lettori che senz’altro apprezzano insieme alle opere la tua energica positività?

Scrivo per loro oltre che per quanto ti ho detto. E la soddisfazione maggiore l’ho avuta da quelli tra loro ai quali sono grata e mi scrivono per ringraziarmi per avergli dato un po’ di leggerezza, oltre che da molti che ogni tanto incontro, compreso alle presentazioni, le fiere ecc. che mi gratificano, manifestandomi apprezzamento per averli fatti stare bene. Cosa potrei desiderare di più?

Sono i miei lettori che mi danno la forza, incitandomi a continuare a scrivere e a darmi da fare nonostante le difficoltà insite in questa attività che vuoi o non vuoi è esclusiva, nel senso che ti porta a chiuderti nel tuo mondo a rischio di tralasciare la vita concreta, gli affetti e in sostanza gli impegni materiali…

Usi un metodo, delle regole rigide per scrivere, oppure ti lasci andare sull’onda delle emozioni, come spesso capita a me?

Il metodo dipende soltanto dall’argomento del quale scrivo, ma mai mollare e mai arrendersi senza lottare è la mia regola.

Un atteggiamento positivo e per me pragmatico quanto vie più vincente che fomentando la mia costanza e determinazione mi evita di farmi travolgere dallo scoraggiamento che soprattutto è dovuto dalle attese, dalle incomprensioni e da tutto quel che anche tu conosci bene.

E infatti nei miei libri cerco sempre di infondere un messaggio positivo, quello di avere speranza, di fidarsi delle persone, ma soprattutto di cambiare per star meglio con noi stessi, senza farlo solo per compiacere gli altri.

E l’altro consiglio?

L’altra cosa che consiglio è di conoscersi tra autori e di confrontarsi, aprendosi con chi comprende la fatica, lo sforzo spesso sovrumano che occorre per non farsi schiacciare dal mondo di oggi che ormai non ruota nemmeno più ma rotola. Un mondo che nei miei libri, ma non solo sulla carta vuole comunque essere ricco di umanità, e non dico di ottimismo becero, ma ad ogni modo di sano realismo. Una riflessione che nei miei auspici può aiutare a comprenderlo da una parte, mentre dall’altra a comprendere noi stessi.

Mentre aggiungerei di condire la pratica dei consigli con una formula aurea che io stessa applico, ossia che l’ironia e l’auto ironia non devono mai mancare sia nella scrittura che nella vita.

Mentre il segreto per andare avanti contestualmente è la semplicità, un atteggiamento che conduce all’umiltà che è quella forza suprema che ci porta sia a evolvere che essere o mantenere con gli altri rapporti di empatia, dunque l’esatto opposto dell’apatia e della chiusura a riccio che a mio avviso aggrava ogni pesi senza attenuarli. In fin dei conti non siamo isole ma esseri umani, dunque sociali.

Grazie Barbara! E complimenti anche per la tua saggezza, simpatia e cortesia.

STEFANO LESTI

IL SITO WEB DELL’AUTRICE:
www.barbarascotto.it

(Per le immagini si ringraziano Barbara Scotto e #Editreal, agenzia letteraria in Torino nella persona di Michela Tanfoglio)

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