Di Stefano Lesti – Ebbene si, il dado è tratto e nonostante il campo avesse decretato sportivamente che Juventus e Roma si fossero dimostrate superiori alle rispettive avversarie ci ritroviamo oggi da sportivi di fronte a un calcio sempre meno “giuoco” e più “business”.
Ok, gli errori e le sviste arbitrali, Var o non Var, ci possono stare: solo chi non fa nulla non sbaglia, peccato soltanto che quando le sviste siano ogni volta a senso unico verrebbe voglia di gridare al mondo intero: avete visto cosa ci hanno fatto?
E sopratutto di chiedere a chi di dovere le ragioni di cotanto accanimento contro le squadre italiane che, ripeto, sul campo si sono dimostrate palesemente superiori sia agli spagnoli che agli inglesi, così come di tutte le altre squadre che si sono fermate ai quarti.
E dire che non sia la prima volta, e certo nemmeno l’ultima. Altro che i fazzoletti bianchi, a Madrid dovrebbero esporre, anzi indossare tutti quanti una fascia nera al braccio con su scritto: “In memoria del calcio, della giustizia e della sana passione sportiva”.
Altro che Blancos, altro che simbolo di purezza..
Un po come dovrebbero fare parimenti anche gli amici inglesi, che con tutta evidenza non hanno meritato a discapito della Roma di Eusebio di Francesco e Monchi a cui sarebbe spettato di accedere alla finale anche senza l’ausilio di miracoli.
Mi chiedo perchè i presidenti di Roma e Juventus, così come delle squadre italiane che il prossimo anno saranno impegnate nelle coppe europee dovrebbero investire milioni di euro.
Mi chiedo perchè i tifosi dovrebbero continuare a sottoscrivere abbonamenti per andare allo stadio e spendere i propri soldi, spesso anche discapito della famiglia, per andare a vedere quello che chiaramente oggi non è più uno spettacolo.
Non più il “giuoco più bello del mondo”, ma un ricettacolo di ladri, corrotti e riciclatori di soldi sporchi che utilizzano il calcio per arricchire le proprie tasche alla faccia dei tifosi, e sopratutto dei valori sportivi traditi, rinnegati,  infangati e stuprati dal vile denaro, dagli sponsor, da interessi legati ai diritti televisivi, oltre che da agenti di mercato spesso indegni e di dubbia fama e reputazione.
Ma io dico, non pensano gli autori e gli strateghi di cotanto squallore che a rimetterci siano in primis sia i tifosi che le stesse società che ricevono aiutoni non dall’alto dei cieli, ma dall’abisso di una umanità sprofondata sempre più nella barbarie?
Gente che dello sport e del rispetto per regole, dei sentimenti e dei sogni di grandi, piccoli e anziani se ne sbatte altamente, gente che di fatto fa ormai da anni il buono e il cattivo tempo e sta oramai da tempo provocando così come abbiamo visto tutti quanti, eccezion fatta per chi ci guadagna un tornaconto personale, un universale diluvio di vergogna e squallore di fronte al quale chiunque tace o subisce passivamente acconsente.
La soluzione possibile? Se dipendesse da me di certo ritirerei le squadre italiane dalle competizioni europee, almeno fino a quando non ci vengano garantiti il rispetto e quel diritto e quella giustizia che oggi latitanti, anzi, uccisi, gridano vendetta.
Sportivamente parlando. Ovvio.
Stefano Lesti, direttore responsabile Sport12.it
(Immagine: lauracastelletti.it)

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