La violenza sulle donne non è un’emergenza ma ahi noi una costante in progressivo aumento che soprattutto durante il lockdown si è letteralmente scatenata soprattutto in famiglia.

Un tema importante e impegnativo per tutti sul quale il nostro giornale è sia attivo che cooperante con due specifiche rubriche: “STORIE REALI DI VITA” e “SCOZZESI IN TERRA INGLESE”, curate dalla filosofa, insegnante, scrittrice e romanziera GABRIELLA CANFAROTTA e dalla nostra redazione con il duplice intento di favorire prese di coscienza da una parte e la critica costruttiva che dall’altra rivolgiamo sia alle istituzioni che al contempo alla società civile che lo sottovaluta quando colpevolmente e quando distratta riguardo le cause e le azioni concrete a contrasto che ognuno di noi singolarmente può e deve come minimo mettere in pratica.

Ne ho parlato con AMBRA SANSOLINI, collega giornalista e autrice che al Buk Romance, il Festival della letteratura romance di Roma, presentava il suo primo romanzo: “SU ALI DI FARFALLA”, tratto da una storia realmente accaduta.

Un romanzo che l’autrice che cura tra l’altro il sito web: www.violenzadonne.com ha definito più che altro un saggio, poiché per scelta autoriale i dialoghi sono limitati al minimo e il racconto accompagnato da una voce narrante che illustrerà le tappe salienti del percorso dalla giovinezza all’età adulta della protagonista Agnese.

Agnese vive un rapporto pericoloso del quale è vittima ma non si ripiega su sé stessa isolandosi dal mondo, perchè fornirà di fatto a se stessa e dunque ai lettori la chiave per la scoperta o comunque la presa di coscienza riguardo i segnali insiti nelle relazioni a rischio, mettendo la propria esperienza a frutto, oltre che utillzando il suo dramma a monito e preavviso a fini di prevenzione per altre ragazze e donne intrappolate in relazioni malsane.

Un messaggio di speranza dunque che supera la propaganda e l’ipocrisia e va dritto al nocciolo del problema: il senso di colpa e l’isolamento conseguente che aggrava pesantemente di fardelli ulteriori le violenze subite e come superarli.

AMBRA SANSOLINI:

“Questo libro, che ho pubblicato nel 2018, vuol essere di supporto alle donne e parimenti suscitare riflessioni allargate agli uomini, agli amici e i parenti di tante ragazze e donne che spesso non denunciano per timore di essere giudicate con pregiudizio, ma contestualmente anche alle donne che non riescono a reagire, cadendo in preda a quella superficialità che le circonda e va a sommarsi ai traumi subiti trovandosi letteralmente schiacciate tra incudine e martello.

La violenza infatti non si limita al rapporto tra carnefici e vittime, dei quali ho cercato di delineare i quadri psicologici, ma si estende a tutti noi, in primis ai genitori.

Genitori che essendo molto spesso l’anello mancante in ambiti educativi intendo formare prima ancora che informare sull’aspetto del narcisismo patologico, ossia la componente psicologica che a volte aggravata dal bipolarismo altera il comportamento degli uomini e ne rende malsana la percezione delle relazioni con l’altro sesso.

E mi rivolgo anche ai magistrati e ai legislatori, soprattutto in quei punti del racconto dove ho approfondito nel dettaglio gli aspetti legali che certificano di essere purtroppo assai lenti quanto inadeguati alla prevenzione, oltre che posto la mia attenzione sulle azioni da mettere in campo in ambito di contrasto e repressione che neanche il Codice Rosso, entrato in vigore dopo la pubblicazione del mio libro, ha fino ad oggi permesso di affrontare in maniera idonea.

Mentre un altro aspetto che ho voluto sottolineare è il bisogno di maggiore solidarietà tra donne che ahi noi sembra mancare quasi del tutto.

Sono infatti convinta che la violenza potrebbe essere scardinata a partire dall’incentivo alla pratica virtuosa di rapporti di sorellanza, a dire quelle relazioni tra donne che favorendo l’unione e la fiducia reciproca costituirebbe una sorta di chiave di Volta per poter affrontare concretamente il fenomeno.

Ed è proprio questo il punto focale del messaggio universale di “SU ALI DI FARFALLA”: la lotta vincente della protagonista che fa di se stessa una speranza usando la violenza subita come base e fulcro di crescita ed evoluzione personale.

Lei, ribelle, affronta infatti se stessa oltre al carnefice e soprattutto reagisce, affrontando di petto anche il tema dell’aborto sia a seguito di violenza subita che in termini di prevenzione, decidendo seppure a cuore tutt’altro che leggero un percorso di scelta felice, intraprendendo una strada in cammino verso la piena, una libertà sana e consapevole in quanto responsabile.”

Grazie Ambra. E speriamo che il tuo libro, il tuo messaggio giunga sia a chi di dovere che a chi ha il potere di fare anche nel proprio piccolo o grande nella vita di tutti i giorni sia in famiglia che nella società italiana che in crisi d’identità oltre che generale necessita sia di punti di vista alternativi e non ipocriti come il tuo, unitamente a e testimonianze come quella di Agnese dove la speranza si coniuga con azioni concrete e coerenti.

STEFANO LESTI

(FOTOGRAFIE DI #EDITREAL, AGENZIA LETTERARIA IN TORINO CHE RINGRAZIO)

Sharing is caring!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *